A debita distanza

11 Marzo 2020
Written by: gizetastudioadmin

Eccoci qui, rintanati dentro casa. Anche se qualche sovversivo ancora gira in città, incurante delle disposizioni anti-virus.
Non siamo più abituati a stare dentro quattro mura. E molti si annoiano. Ma chi è che si annoia davvero? I falsi creativi, i lavoratori routinari, gli anziani privi di interessi. La noia attanaglia anche i giovani, alcuni profondamente prostrati dalla rinuncia all’aperitivo. Tifosi con gli occhi sgranati per il fermo del Campionato di calcio. E poi ci sono quelli che campano di idee: per noi il principale cruccio, in questi giorni, è quello che non potremo pagare l’F24 con i likes di Instagram. E cerchiamo comunque di farci forza in questo forzato immobilismo. Cerchiamo di sopravvivere con la fantasia.

Situazioni surreali come quella che si creata in seguito al dilagare del Covid19 fanno riflettere sulla pochezza dei nostri giorni, sul nostro correre sfrenatamente senza scopo, sulle illusioni di questi tempi privi di reale vicinanza. La solidarietà si esprime a fatti e non a parole. I gesti hanno più senso dei likes sui social. E la vicinanza si esprime con la propria presenza, anche se a debita distanza.
Mi interrogo non su come usciremo da questo momento infelice, ma su chi saremo dopo esserne usciti. Forse più rozzi o forse più sensibili. Forse più poveri, ma sicuramente più ricchi interiormente. Questo è il mio auspicio.

(foto archivio Gz Studio)

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