And the winner is…

20 Ottobre 2019
Written by: Gabriella Zambrini

Mi chiama la coordinatrice di un concorso fotografico. Buongiorno signora, mi dice, sono felice di comunicarle che lei è arrivata terza in classifica, perciò siamo lieti di invitarla al convegno cui seguirà la premiazione del concorso. Volentieri, le rispondo, sono molto felice, grazie! Avevo già deciso di venire in ogni caso, aggiungo.  Il convegno era sul progetto “Iniziamo a cambiare” patrocinato dalla Regione Lazio e dalla Lega Consumatori Lazio in collaborazione con la Casa internazionale delle Donne di Roma.  Un progetto per sensibilizzare contro la violenza di genere al cui interno erano state promosse diverse iniziative tra cui appunto il concorso fotografico.

Essere premiata per un qualcosa in cui sono coinvolte persone meno fortunate di te lascia un po’ l’amaro in bocca. Essere felice per un premio del genere non rende leggero il cuore. Mi preparo e vado alla Casa Internazionale delle Donne mentre si profila un pomeriggio piovoso che lascia presagire un tragitto irto di ostacoli. Viaggiare con i mezzi pubblici a Roma è già una via crucis in tempi normali, con la pioggia diventa davvero una sorta di punizione karmica. Arrivo leggermente in ritardo e il convegno è già iniziato.  Salve, sono la terza classificata, mi presento.  La coordinatrice, accerchiata da altre collaboratrici, sorride sotto i baffi e io non capisco quello strano velo d’ironia bonaria che traspare dal suo volto. Guadagno un posto, mi siedo e mi voto diligentemente all’ascolto dei diversi interventi che si susseguono.

Viene annunciata la premiazione e le foto dei primi dieci classificati cominciano a scorrere sul maxischermo in fondo alla sala. La coordinatrice guadagna il microfono e comincia ad elencare i nomi partendo dal fondo della classifica. Per ogni menzione ovviamente sullo schermo si va a fissare la foto di riferimento. Arrivati al quarto posto inizio a prepararmi emotivamente per alzarmi e scorrere in mezzo agli sguardi della folla. Sul maxischermo però, al turno del terzo posto si staglia una foto che non è la mia, Viene chiamato il nome di una persona che non sono io.  Una leggera mestizia mista a dubbio mi assale. Ho capito male, deduco. Al secondo posto appare ancora una foto che non è la mia. Niente, mi dico, ho proprio capito male.

Poi improvvisamente un tuffo al cuore. Sul maxischermo si staglia la mia foto mentre viene annunciato il primo posto. E immediatamente divento rossa in volto e mi assale un leggero tremolio proprio come un’adolescente. Mi alzo con le gambe che non mi reggono e poi foto, sorrisi, la pergamena, il premio. Vado in confusione totale.

Me ne torno a casa sotto una pioggia battente. Sentimenti contrastanti mi avvolgono. La prima persona che chiamo è il mio socio. Poi in successione mia sorella e la mia più cara amica. Salgo su un bus pieno di turisti in infradito e magliette fradicie di pioggia. L’ottobrata romana ha giocato un brutto scherzo. Una leggera malinconia mi avvolge. Penso al reale significato quanto è accaduto, spero davvero che iniziative come queste servano davvero a premiare non tanto una foto quanto lo sforzo di tutti coloro che ogni giorno si spendono per cambiare davvero lo stato delle cose.

L’unico augurio che lascio a me stessa è di ritrovare appieno la forza, il coraggio, lo stimolo emotivo per fare fotografia di reportage. Un mio antico amore mai dimenticato.

 

 

World Photography Day
la finestra sul retro
Bei ricordi

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