Family days

13 Dicembre 2019
Written by: gzstudio foto

 

Ha ancora un senso parlare di famiglia in questi anni dispersi?

Ha ancora un senso cercare famiglie “tradizionali”? E poi, cosa vuol dire essere nella tradizione per una famiglia? Le lasagne di mamma la domenica, i valori di un buon padre, il senso di casa, di appartenenza?

Vedo famiglie giovani che la mattina portano i loro bimbi a fare colazione al bar. Bimbi di 3 anni infreddoliti e insonnoliti che mangiano svogliatamente un cornettino prima di entrare alla scuola materna. Vedo nonni che alle otto e mezzo del mattino accompagnano i nipoti a scuola che sgranocchiano patatine chips. E poi questa sfrenata ossessione di portare i bambini ovunque: al ristorante, dove per farli star buoni li massacrano con un I-Pad, ai musei dove si annoiano a morte o giustamente piangono davanti a opere d’arte troppo “contemporanee”, o al supermarket dove o ugualmente piangono perché vorrebbero tutto.

Il senso di tutto questo si trova proprio nella dispersione. Di energie, di sentimenti, di senso di appartenenza. Il senso di tutto questo trova mera giustificazione nella mancanza di tempo.
La famiglia ormai è non più la casa dove nasciamo o dove incontriamo i nostri genitori. Famiglia è tutto ciò in cui troviamo conforto e calore: che siano gli amici di una vita, che siano i colleghi di ufficio, che siano i gatti, che sia il nostro stesso sesso, che sia un socio in affari.
E’ la complicità di fare le cose insieme, di guardare il mondo con la stessa ottica o, ancor meglio, con un’ottica opposta.
Ce lo insegna meravigliosamente Elliott Erwitt, protagonista in questi giorni di una mostra al Mudec di Milano intitolata appunto Family. Il suo scatto con la moglie che osserva il loro neonato mentre  il gatto osserva la scena è assolutamente toccante.
Una sola foto racconta un mondo intero, infinito.
Ognuno di noi si emoziona più per una cosa o per l’altra, perché in ognuno di noi ci sono corde differenti. Esiste tuttavia un senso oggettivo dell’emozione, quel senso che – in qualsiasi punto dell’emisfero – unisce in un solo sentire uomini e donne di razze e idiomi diversi. Quel senso straordinario di toccare le corde più profonde dell’animo umano come il vecchio Elliott sa magistralmente fare.

(in foto un mio indegno omaggio)

 

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