La fabbrica dei bottoni

31 agosto 2018
Written by: Gabriella Zambrini

La fabbrica dei bottoni 1

Giustina rimase vedova a soli 28 anni con un figlio che ne aveva appena 7. Tutte le mattine accompagnava il bambino a scuola e poi prendeva la corriera. Trenta chilometri per arrivare al paese vicino dove c’era una fabbrica di bottoni. Si piantava davanti alla guardiola del custode e diceva:
– Datemi da lavorare –
E tutte le mattine il custode la cacciava via:
-Vattene, Giusti’! Qua lavoro per te non ce ne è! –
Il giorno dopo Giustina tornava e sempre si ripeteva la stessa scena.
Una mattina però scese il padrone. Con sguardo severo, ma gentile le disse di non tornare più.
– Che devo fare per dare da mangiare a mio figlio? Mi devo alza’ le gonne lungo la strada? – replicò.
La mattina dopo Giustina si alzò un’ora prima del solito. Vestì il figlio e lo lasciò ad una vicina perché lo accompagnasse a scuola, poi corse a prendere la corriera. Non voleva far tardi il suo primo giorno di lavoro.


Il senso del tempo
Dove eravamo rimasti...
Il pane quotidiano

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