Ladri di fotografie

Ladri di fotografie

Un fenomeno sempre più dilagante e – ahimè – sempre più sconfortante, è quello delle foto rubate in rete. In questo pazzo pazzo mondo sempre più webete si ha la candida certezza che tutto ciò che appare in rete appartenga a tutti. Ebbene no! Molto spiacente, non è così. Le foto, da chiunque vengano scattate, appartengono all’autore, che sia questo un semplice fotoamatore e – a maggior ragione – che sia un professionista. Il diritto d’autore è un diritto inalienabile, e purtroppo sempre meno riconosciuto.

Le foto che più vengono rubate in rete sono quelle di paesaggio e, subito a seguire quelle di still life. Il furto viene perpetrato trasversalmente da varie fasce di utenti: dalla semplice casalinga annoiata fino ad arrivare alle aziende. Nessuno mai che si sogni di capire chi ci sia dietro quello scatto. Dietro quello che quello che sembra un peccatuccio veniale ci sono nell’ordine: una macchina professionale che mediamente costa dai mille a N euro, un cavalletto che costa dai duecento a N euro, un obiettivo che costa dai quattrocento a N euro, il viaggio e la fatica per arrampicarsi in luoghi ameni dove catturare un fantastico paesaggio, anni e anni di formazione e studio di tecnica fotografica e di post produzione che costano da minimo duemila euro a N euro. L’energia di buttarsi a terra, di farsi mangiare dalle zanzare, di camminare per ore e ore per cercare lo scatto perfetto, tutto questo no, non può essere ripagato, è tutto gratis. Tutto appartiene a tutti.

Il più delle volte questi ladruncoli sprovveduti vengono scoperti se non dall’autore stesso da qualche collega o da qualche occhio esperto. Reclamando il danno subito se la cavano allegramente solo rimuovendo la foto, restando così impuniti.

Ora, se venissero a rubare a casa vostra come reagireste? Se rubassero dal vostro profilo Facebook le foto dei vostri bimbi, come reagireste? Se screditassero il vostro lavoro affermando che non siete degni di essere pagati, come reagireste?

Prima di rubare immagini facciamoci almeno delle domande. Poi basta veramente poco, basta citare il nome dell’autore. Per essere a posto con la coscienza. E anche con la legge.

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