Le parole sospese

10 Aprile 2018
Written by: Gabriella Zambrini

in bilico-1

Dove finiscono le parole sospese? Quei tanti discorsi che iniziamo al bar in attesa di un cappuccino, dal fornaio o in ascensore, sembrano rimanere sospesi, come in un limbo, in attesa di essere conclusi.
Iniziamo più volentieri a parlare di noi stessi in maniera profonda con dei perfetti sconosciuti, magari alla fermata del bus, o nella sala d’attesa del dentista.
Uno sconosciuto che certamente non vedremo mai più non osa giudicarci, non osa contraddirci, non avrà il coraggio di dirci che abbiamo sbagliato tutto, che forse abbiamo perso il miglior treno della nostra vita, che abbiamo sposato la persona sbagliata. Ed è proprio per questo che ci lasciamo andare a confidenze che mai avremmo scambiato con un fratello o un caro amico.
Mi chiedo dove finiscono le nostre parole interrotte. E dove finiscono le persone depositarie delle nostre confidenze. A volte rimpiango di non poterle rivedere, di non poter concludere il racconto o, al contrario, non poter sapere come va a finire.
Nel limbo delle parole sospese ci sono milioni di storie nascoste, che non vedranno mai la luce. Gli ascoltatori distratti che pure hanno avuto il privilegio di essere confessori per un momento si perdono nel mondo senza memoria. Perché solo questo viene chiesto loro: dimenticare. Lo scopo non è farsi ascoltare, ma parlare a sé stessi. Dirsi ciò che si è, al di là della presenza di un pubblico.
Eppure io vorrei essere là, nel limbo delle parole sospese. Vorrei ascoltare, capire. E fare mille domande. E infine vedere cosa succede, come va a finire.

 

And the winner is...
World Photography Day
la finestra sul retro

    One Comment

  • alemarcotti 10 Giugno 2018
    Reply

    Bellissimo… Me lo chiedo sempre anche io?

  • Leave a Reply to alemarcotti Cancel