L’eterno raggio di sole

L’eterno raggio di sole

Con l’arrivo del Covid19 il mercato della fotografia (e non solo quello) ha radicalmente cambiato faccia. Non starò qui a fare analisi economiche, che ovviamente non mi competono, né alcuna lamentatio circa i mancati introiti che pure hanno avuto il loro peso. Vorrei semplicemente raccontare come la pandemia ha cambiato il mio flusso di lavoro e mi abbia condotto a nuove sperimentazioni. D’altronde, non è forse che proprio in periodo di crisi che vengono fuori le idee migliori? Confinata in quattro mura come molti miei colleghi che lavoravano con la fotografia di ritratto e di eventi, ho ripreso a studiare una tecnica fotografica che mi aveva sempre appassionato: il light painting, ovvero dipingere con la luce. Questo modo di fare fotografia si applica essenzialmente alla fotografia di still life, ovvero la natura morta, per dare maggior vita e personalità anche agli oggetti di uso comune, che magari maneggiamo ogni giorno. Se osserviamo un semplice piatto con della frutta e gli scattiamo una foto con una luce naturale sicuramente avremo una bella foto in quanto stiamo immortalando degli oggetti belli. Una bella foto, ma priva di personalità. Esattamente come altri milioni di foto che vediamo tutti i giorni nelle riviste, nelle pubblicità in Tv, in un catalogo di prodotti. Il light painting invece si ispira ai grandi geni della pittura che hanno saputo lavorare con la luce dandole un significato e uno spessore narrativo che ha travalicato i secoli ed è stato fonte di ispirazione non solo per artisti e fotografi, ma anche per i più svariati addetti ai lavori nel mondo dell’arte e penso a scenografi, narratori, artigiani. Tutto è partito da grandi quali Rembrandt, Caravaggio e Vermeer. Non a caso un metodo di illuminazione nella fotografia di ritratto è appunto denominato luce Rembrandt. Lo stesso Proust parla per pagine e pagine di Vermeer nella sua Recherche.

Ho provato a far mie queste tecniche applicandole alla fotografia. Non ho inventato nulla ovviamente, ma spero di aver così accresciuto la mia abilità di scatto. Da questi mesi trascorsi in casa a studiare e sperimentare è nata una collezione di immagini che propongo in vendita come stampe di arredo. Ormai la casa è diventata il luogo dove passiamo la stragrande maggioranza del nostro tempo, perché non abbellirla con immagini rilassanti? Oberati come siamo da immagini funeste che emergono da telefonini e Tv ogni giorno, cerchiamo un raggio di sole direttamente in casa nostra. Io ho cercato la bellezza in questi mesi bui, seguendo il monito di Dostoevskij: la bellezza salverà il mondo. Questa è l’esperienza che ho cercato nell’isolamento e che si è rivelata una vera benedizione. Mi auguro davvero che sia possibile per tutti.

(in foto un estratto dalla serie Selfie, un racconto per immagini delle mie eterne passioni)

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