L’occasione persa

9 Luglio 2020
Written by: gizetastudioadmin

 

 

Durante questo periodo di forzato isolamento, questa condizione totalmente sconosciuta che ognuno di noi ha attraversato, poteva essere l’occasione per cogliere aspetti di noi altrettanto sconosciuti o dimenticati. Poteva essere l’occasione per  per ritrovare un po’sé stessi e un po’ l’altro, la persona che ci è accanto. E invece a conti fatti il bilancio del (quasi) post quarantena è che ancora una volta i social network hanno contribuito a condizionare la nostra vita. Che ricordo abbiamo delle dirette Zoom, delle videochiamate, delle conference call? Probabilmente neanche lo rammentiamo più. Eppure il quel momento sembrava davvero che non potessimo farne a meno. Ora che la sensazione comune è quella di sentirsi fuori (anche se di fatto l’emergenza non è finita), abbiamo davvero trovato un senso nuovo alla socialità? Al senso più profondo della condivisione? O, peggio, siamo diventati più individualisti? L’oggetto che davvero racchiude l’essenza più profonda di noi ha uno schermo e una luce bianca che ci inonda il volto, ma è pur sempre uno schermo che ci protegge e ci distacca dal mondo esterno. Non c’è moralismo in queste riflessioni, ma solo la volontà di osservare i comportamenti umani. La capacità che abbiamo di ribaltare le situazioni a nostro uso e consumo per trovare l’assetto più conveniente. O, come diceva un mio vecchio amico, la posizione antalgica. Quella posizione cioè che i portantini di un’ ambulanza devono prontamente capire affinché l’infortunato senta meno dolore. Mi chiedo se siamo tutti alla perenne ricerca di una posizione antalgica per tutto ciò che concerne la nostra vita: i sentimenti da dichiarare, le emozioni da manifestare, le scelte da intraprendere. Percepisco una profonda e radicata fragilità, più o meno manifesta, anche in chi apparentemente si è mostrato forte e con i nervi saldi. Ed è come se improvvisamente si fosse scoperchiato il vaso di Pandora non dei mali del mondo, ma dei nostri demoni più reconditi, quelli che il benessere e il superfluo dei nostri giorni avevano sapientemente sopito.

Nella sofferenza, nel timore e nell’incertezza dei giorni che abbiamo appena lasciato alle nostre spalle forse c’era un’opportunità che non abbiamo colto. Un’altra occasione persa, temo.

MIRACOLI SOTTO CASA
Corpi estranei
Tanto, piove

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