Plurale femminile

Plurale femminile

Si celebra la Giornata Internazionale della Donna non per festeggiare qualcosa, ma per ricordare, per ribadire, una volta di più che i diritti non sono un optional. Il diritto di espressione, il diritto di lavorare in serenità, il diritto di essere madre senza dover sacrificare la carriera e viceversa. Il diritto di essere mille volti, se si vuole, e di non sentirsi incastrata in un genere o in un’etichetta. Triste doverlo ribadire ogni anno e vedere che poi tutto resta sempre uguale. La violenza di genere continua a mietere vittime, i femminicidi aumentano anziché diminuire e le coscienze non maturano per quello che dovrebbe essere un comune sentire. Triste sentir dire ad una musicista che il suo ruolo è direttore d’orchestra finanche quando un presentatore usa un linguaggio politically correct. E’ successo proprio pochi giorni fa sul palco del Festival di San Remo, la vetrina della nostra bella Italietta musicale, che però – attenzione attenzione – tiene incollati al video mediamente 11 milioni di telespettatori. Triste sentir dire a un politico “sono stanco di vedere il palco dell’ Ariston trasformato in megafono per le follie Gender”. Un politico dovrebbe essere a contatto con la vita reale, accorgersi di ciò che avviene attorno a sé e non lanciare strali da guerriero crociato. Aprire gli occhi, a buon bisogno.

Ogni anno così, ogni anno le donne sono costrette a ripetere le stesse cose. Per difenderci, dal momento che nessuno ci difende.

La violenza non è solo la malapianta che cresce tra le mura domestiche, è anche una forza oscura che si insinua subdola nel linguaggio di tutti i giorni, nella mancanza di rispetto degli uomini, ma anche – talvolta – nella mancanza di sensibilità di quelle che chiamiamo amiche, sorelle, colleghe. Se lavoro nella moda non posso essere una vera femminista, se faccio foto di nudo sono una lesbica, se sono single sono una sgualdrina, se faccio tutto da sola sono asociale, e ancora se e se e se… Gli uomini benché più forti sono grottescamente banali nelle loro vigliaccherie: colpiscono sempre dove è più scontato, che sia nel corpo, che sia nel sesso, che sia a parole che sia con azioni. Le donne invece quando vogliono colpire un’altra donna sono sempre allieve della marchesa di Merteuil: “Quando una donna mira al cuore di un’altra donna raramente lo manca, e la ferita è invariabilmente fatale”. La vera svolta, la solidarietà femminile, all’alba dell’anno di grazia 2021, sembra distante ancora anni luce. Nessun segnale pervenuto.

Lascia un commento

Close Menu