prima regola del club

9 Novembre 2020
Written by: gzstudio foto

Il film, e prima ancora il romanzo, Fight club racconta dell’alienazione dell’uomo moderno. Una volta soddisfatti tutti i bisogni primari, ci si annoia al punto tale da immaginarsi un mondo parallelo in cui si vestono i panni di qualcun altro, sicuramente più intraprendente e affascinante di quanto possiamo esserlo noi, esseri comuni. Viviamo in case provviste di tutto, abbiamo il benessere che ci è stato omaggiato dal consumismo e non abbiamo più stimoli, tanto che nemmeno li cerchiamo più. Nella consapevolezza della nostra deriva esistenziale, inseguiamo stancamente scie che ci appaiono luminose qua e là senza indagare sulla provenienza. Tuttavia ci interessa poco se siano romantiche comete o meteoriti che ci cadranno sulla testa. Seguiamo la scia, ovunque questa ci conduca. Prendiamo per valide teorie prive di qualunque fondamento scientifico, condividiamo notizie dove, solo spostando una virgola, si è dato un senso esattamente contrario.

Mia madre ripeteva spesso: dove andremo a finire? Ma la domanda più calzante oggi è: dove siamo finiti?

Un tempo si aveva l’umiltà, la decenza, di dire ad alta voce: Io questo non lo so, non è la mia materia, oppure, più semplicemente, non ho studiato. E tuttavia avere la dignità di dire: non lo so, ma sono pronto a imparare. Oggi studiare, capire, approfondire per molti è solo un’ inutile perdita di tempo. Prima regola del club: non farsi domande. Non chiedersi da dove provengono certe strambe teorie che scaricano nel water secoli di sapienza, di esperimenti e di studi universitari. Non chiedersi dove dorme il runner che ci porta il cibo caldo a casa. Non chiedersi come sia accidenti possibile che un pezzo di Emmenthal il cui latte proviene dalla Ue sia stato poi lavorato in Germania e infine imbustato a Buccinasco e costi un terzo dell’Emmenthal svizzero. Farsi delle domande non vuol dire che necessariamente arriveremo sempre a delle risposte, ma almeno servirà a farsi intortare di meno dai tanti sedicenti Messia che girano in rete. Sembra davvero che abbiamo trasformato la nostra stessa vita in un film, peccato che il finale sarà meno scontato di quanto immaginiamo.

MIRACOLI SOTTO CASA
Corpi estranei

    Leave a comment