Un buon profumo

4 agosto 2018
Written by: Gabriella Zambrini

Gli sposi hanno nomi da opera lirica: evocano grande passione, fortunatamente senza ombra del dramma. Sono giovani e al contempo maturi, sembrano a tratti due bambini e un momento dopo due vecchi che si sono amati da sempre. Si muovono leggeri e delicato è il loro sorriso. Dove si siano conosciuti non è importante, nei loro occhi pieni di promesse sembra non esserci un passato, ma solo il baluginio brillante di un futuro insieme.

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Osservo la loro pelle, i loro volti, le mani. Emanano una luce evanescente e già penso a come li ritrarrò. Con i pensieri mi allontano qualche istante dalla conversazione e decollo sulle ali del cortometraggio che scorre nella mia mente.
Il giorno del matrimonio apprendo, dai racconti degli amici che si avvicendano sull’altare, che non è stato semplice per questa donna e quest’uomo approdare alla decisione di sposarsi. Rimango sorpresa, in tanti anni di fotografia ho collezionato non molti ricordi di gente veramente felice, mentre Angelica e Rodolfo rendono subito idea di esserlo.
I fotogrammi che si moltiplicano mi raccontano infatti una storia diversa, mi sembra di veder volteggiare due trapezisti che si afferrano e sostengono a vicenda, con una forza invisibile, priva di incertezze.

Il tempo è come azzerato; come in un film degli anni quaranta, si respira un profumo astratto, indefinibile, che sa di cose buone, al di là delle favolette melense che ci hanno raccontato da bambini. Non ci sono trecce che scendono dalla torre qui, né principi, né cavalieri, ma persone vere, che fanno i fatti.
Mi nascondo e scatto da lontano, come gli sposi mi hanno chiesto di fare, come una presenza invisibile che raccoglie e custodisce. In silenzio, entro in scena in punta di piedi, nel rispetto della spontaneità, senza artifici. Senza raccontare ciò che non è con futili messe in scena. Semplicemente raccontando una storia vera. Solamente in un oggi eterno io li posso osservare. Domani poi lo sguardo sarà altrove, nel ricordo di queste fotografie.

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    One Comment

  • alemarcotti 5 agosto 2018
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    Bello e poetico

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